IL PASSATO GLORIOSO DI PODERE SPEDALONE

Questa è la storia...gli antichi romani...Carlo Magno...i Pellegrini... i Benedettini...gli Ulivetani...

Le scoperte sul passato di Podere Spedalone sono ancora agli albori…

I ROMANI...da alcune ricerche pensiamo che Podere Spedalone nasca da un insediamento romano.

Già ai tempi dei romani, Spedalone era una fattoria campestre (negli scavi eseguiti per il restauro, infatti, abbiamo trovato vetri e vasellame di epoca romana). La parte più antica, ancora esistente, data tra gli anni 600-700 dc. Era quasi certamente una torre di avvistamento.

La Storia
CARLO MAGNO...un'altra parte, denominata "di sopra", risale al periodo Carolingio. Carlo Magno, rientrando in Francia dall'incoronazione papale a Roma (anno 813 dc.) si fermò nella piana di Castelnuovo dell'Abbate, dove il suo esercito venne colpito da una grave epidemia, durante la notte ebbe una visione, nella quale gli venne suggerito un infuso con dell' "erbina", in grado di curare i suoi armigeri.

Di tale infuso, se ne é rinvenuta testimonianza anche sui muri di Spedalone. L'esercito guarì e come ringraziamento Carlo Magno fece erigere l'Abazia di Sant'Antimo, ora retta dai monaci provenienti da Caen, in Normandia.

I PELLEGRINI...in quest'epoca, sesto ottavo secolo, Spedalone è attivo come Hospitalis Sancti Benedicti, punto di ricovero sulla via francigena per i pellegrini diretti a Roma dalla Francia e dal nord Europa.
All'epoca i luoghi di culto erano tre: Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela. Spedalone sorgeva su una strada proveniente da Buonconvento e Siena e che si biforcava: la prima si dirigeva verso la Val di Chiana, passando per Podere Camprena, Sant'Ambrogio, Palazzo Massaini, l'altra, invece, si derigeva verso la Via Cassia, Podere Spissa, Pienza, Spedaletto e giù fino a Roma.

I BENEDETTINI...nel 1227 (v. Maroni) Spedalone risulta ancora attivo come Hospitalis Sancti Benedicti sotto la congregazione dei Benedettini; era una struttura difensiva completamente fuori terra e probabilmente inattaccabile.

GLI ULIVETANI... nel 1381 gli Olivetani dell'Abbazia di Monte Oliveto iniziarono la ricostruzione del Monastero di Sant'Anna in Caprena, sul vecchio eremo, e incominciarono a comprare terreni attorno al monastero (v. Libro delle Stime). Nel 1457 il Monastero di Sant'Anna in Caprena eredita da Frate Tommaso Ragnoni di Ragnuzzo, assieme al Podere Poggio Ragnuzzi, anche Podere Spedalone. In questo periodo ricostruirono i due poderi Salvadominici e Spedalone ricostruendo, oltre alla struttura a torre in parte ancora oggi esistente, l'oliera e il frantoio nel lato nord, denominato "di sopra".

Nello stesso tempo furono eretti i muri a secco che caratterizzano i gradoni dell'oliveta e furono piantati gli olivi. Da notare che nella parte di oliveta sotto la strada ci sono dei muri a lunetta forse tra i pochi ancora esistenti in Toscana. (Elenco degli affittuari nella copia del Libro delle Stime).

Podere Spedalone fu ristrutturato ancora una volta nel 1859 con l'aggiunta della Loggia e del grande forno a legna "di sotto".

Fino al 1960 a Spedalone vivevano tre famiglie di circa 45 persone, due "di sotto" e una "di sopra" che lavoravano la terra del podere di circa 160 ettari, in gran parte bosco. In tutto il piano terra erano ricoverati gli animali, sia buoi da lavoro che pecore e cavalli.

Tra il 1961 e il 1970, Graziano Mesina conduceva a Spedalone un gregge di circa 3000 pecore.

Fino ai giorni nostri è stato utilizzato saltuariamente per riunioni familiari, ma mai abbandonato.

... la storia non finisce qui e ancora altre scoperte possono essere ritrovate, con pazienza e perspicacia, da chi sia disposto a cercarle...

E noi lo siamo!


Stiamo, infatti , seguendo ogni giorno questo viaggio mossi dalla ferma convinzione che Podere Spedalone nasconda altri segreti e tesori nascosti che premono con forza per tornare alla luce illuminandoci il prezioso cammino del nostro passato!

Citazioni in "Prime comunità cristiane e strade romane a Siena, Arezzo a Chiusi", di Alfredo Maroni, 1990 pg. 78,81
Menu